Eliambulanza: una maggiore possibilità di sopravvivenza

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Secondo un nuovo studio eseguito ad Aquisgrana, in Germania, i pazienti trasportati in ospedale con elicotteri sanitari (HEMS) hanno una possibilità di sopravvivenza maggiore rispetto a quelli trasportati con ambulanze di terra (GEMS), nonostante subiscano in molti casi danni maggiori e siano costretti a un’ospedalizzazione più lunga.
Questi i dati pubblicati questa settimana nell’articolo online della rivista Critical Care 2013, 17:R124.
Alla base dello studio sono stati presi in considerazione più di 13.000 pazienti, trasferiti in 300 strutture ospedaliere di tutta Europa. Di questi, un terzo era stato trasportato in elicottero.

Lo studio ha evidenziato come i pazienti giunti in elicottero avessero di solito problemi più gravi e sviluppassero complicazioni tali da necessitare di cure maggiori e di un ricovero ospedaliero più lungo rispetto ai pazienti trasportati con autoambulanza. Nonostante ciò, tali pazienti risultavano avere un maggiore tasso di sopravvivenza.

Dato che la diagnosi dei vari pazienti e la qualità delle strutture ospedaliere ospitanti era indicativamente la stessa in tutta Europa, gli autori dello studio hanno pensato che dovesse esserci un’altra ragione che giustificasse la differenza nel tasso di sopravvivenza.

Dallo studio pubblicato risulta che i pazienti HEMS riportano di solito lesioni maggiori; tuttavia le cure ricevute dal personale sanitario di volo durante il trasporto, i successivi trattamenti in ospedale e la velocità del trasferimento che solo l’elisoccorso e il soccorso aereo sono in grado di garantire hanno avuto una considerevole incidenza nella loro possibilità di sopravvivenza. Queste le dichiarazioni del Dr. Hagen Andruszkow dell’Ospedale Universitario di Aquisgrana.

Questo importante dato necessita di esser preso in considerazione quando si decide di iniziare o continuare con i servizi di ambulanza aerea.
Gli elicotteri sono stati utilizzati come ambulanze per molti decenni e da molto tempo è in corso un acceso dibattito sul costo del servizio a fronte di reali maggiori possibilità di sopravvivenza.
Queste scoperte riportate dallo studio in oggetto lasciano intendere che i servizi di elisoccorso ed aeroambulanza sono realmente efficaci e valga la pena usufruirne nonostante i costi elevati.

SOURCE: Survival benefit of helicopter emergency medical services compared to ground emergency medical services in traumatized patients in “Critical Care” 2013, 17:R124, June 21, 2013 http://ccforum.com/content/pdf/cc12796.pdf

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Le doti indispensabili di un’équipe medica e paramedica su volo sanitario

Esperienza. Professionalità. Spirito di squadra. Questi i tre concetti base per lo staff medico e infermieristico di Air Medical.

Queste tre caratteristiche, essenziali per portare a termine uno scopo comune, sono indispensabili in ogni squadra ma diventano addirittura imprescindibili in un team per le missioni sanitarie, in quanto ad essere messa in gioco è la vita del paziente. Senza queste tre qualità un team impegnato nelle missioni sanitarie non potrebbe esser definito tale.

Da chi è composta la nostra équipe medica e paramedica?

Prima di tutto da medici Anestesisti Rianimatori e Infermieri professionali specializzati in Area Critica. Oltre a questi, a seconda delle necessità del singolo paziente, a bordo sarà presente di volta in volta lo specialista nella patologia di riferimento.
E’ importante ricordare che tutto il personale medico e paramedico di Air Medical ha ricevuto una specifica formazione per operare su voli sanitari in condizioni di criticità ed è in possesso della relativa certificazione. E’ probabilmente questa una delle caratteristiche che distingue Air Medical e che ci differenzia dalle altre compagnie aeree. I nostri medici e infermieri non sono medici qualunque chiamati di volta in volta prima della pianificazione del volo, ma sono i nostri medici e infermieri di riferimento, quelli che collaborano solo ed esclusivamente con noi e che sono reperibili h24, sempre pronti a partire per ogni missione aerea al momento del bisogno.

Perché è importante che lo staff professionale di Air Medical sia in possesso di un documento che attesti l’idoneità a operare su voli sanitari?

La difficoltà degli operatori sanitari – e di conseguenza la loro bravura – consiste soprattutto nel dover agire nello spazio ristretto dell’aeromobile e non è una caratteristica che tutti possiedono. Per sopperire a tale difficoltà, l’équipe medica e paramedica di Air Medical è stata preventivamente sottoposta all’addestramento ad hoc di cui parlavamo prima.
Un’altra peculiarità del nostro staff è quella di restare in collegamento durante tutto il volo con i medici ospedalieri che hanno in carico il paziente, al fine di garantire allo stesso il massimo comfort e un perfetto servizio.
Inoltre, è importante sottolineare che Air Medical dispone di un Responsabile Sanitario, in capo al quale sussiste, proprio in ragione della sua posizione apicale, un dovere di sorveglianza sull’operato dei suoi collaboratori, che va ad aggiungersi al generale dovere di osservanza delle regole di diligenza proprie.
Il nostro Responsabile sanitario, il Dott. Alessandro Geddo, è Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione e terapia del dolore, medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale con varie esperienze all’estero alle spalle, nonché Provider italiano di corsi dell’American Heart Association e docente presso varie università italiane.

Sono proprio le caratteristiche sopraccitate che determinano la professionalità e l’esperienza del nostro staff. Dei tre concetti chiamati in giudizio a inizio articolo, la professionalità è forse la caratteristica più importante e certamente una delle parole più vezzeggiate negli ultimi anni da parte di quanti, a diverso titolo, si occupano di lavoro, economia, sanità, organizzazione aziendale ed altre discipline. Per molti la professionalità costituisce la chiave di volta del sistema, il fattore determinante per il successo dell’impresa. Professionalità è la capacità di svolgere la propria attività con competenza ed efficienza e ciò risulta estremamente difficile in situazioni delicate e al tempo stesso complicate quali quelle che si presentano al nostro staff medico in volo. Competenza e professionalità, insieme con l’esperienza, per quanto indispensabili, non possono però essere esaustive, soprattutto per la nostra équipe medica e infermieristica.
Oltre a queste doti, essa deve infatti possedere un forte spirito di squadra, una coordinazione e una fiducia reciproche, che si manifestano in quello spirito collaborativo che si rende necessario anche e soprattutto a causa dei vincoli di tempo, spazio e degli elettromedicali di bordo, fattori che distinguono maggiormente i voli sanitari da un qualsiasi ricovero ospedaliero. Lo spirito di squadra dei nostri medici e infermieri è anche merito delle tante ore di volo certificate trascorse insieme.
Il successo di ogni missione è determinato dalla capacità e volontà di medici e infermieri di lavorare insieme, aiutandosi l’un l’altro per un fine comune, che nel loro caso è la vita del paziente. E’ soltanto con il rispetto del ruolo degli altri e con la fiducia reciproca che il successo della missione stessa può essere garantito. E’ proprio questa caratteristica di “coaching” che permette di parlare di attività medica d’équipe e che garantisce al paziente la fiducia necessaria ad affidare ai nostri medici la propria vita.

Salvare una vita dipende sia dalla tempestività dell’intervento sia dalle doti organizzative e umane della nostra équipe di professionisti, che ad ogni nuova missione deve affrontare nuove sfide fornendo tutta l’assistenza e gli interventi di sussidio necessari ad accompagnare il paziente durante il trasferimento. Il paziente deve potersi fidare di chi lo prende in carico.

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MCS SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA.

FotoArticoloVen, 04/12/2013 – 11:38 – Stefan

Il 5 marzo 2013, in collaborazione con Air Medical Italia, Flight Ambulance International (FAI) ha trasportato una paziente con la Sensibilità chimica multipla (MCS) da Napoli, Italia, a Dallas negli Stati Uniti. Questa missione speciale ha richiesto una pianificazione del volo senza precedenti e una indispensabile cooperazione tra tutte le parti coinvolte.

Capire la MCS (Sensibilità Chimica Multipla)

Intraprendere il trasporto di un paziente affetto da MSC non è una decisione facile. La pianificazione e la preparazione necessarie sia all’aereo che all’equipaggio sono molto diverse da quelle richieste da ogni altro tipo di rimpatrio, e il successo non è facile da garantire. La MSC è una malattia cronica caratterizzata da sintomi che il paziente attribuisce all’esposizione a sostanze chimiche a bassi livelli. Le altre persone spesso non sanno ciò che scatena tali sintomi e danno la colpa a sostanze comunemente incriminate come il fumo, i pesticidi, i tessuti sintetici, i profumi, le materie plastiche, i vapori delle vernici e i prodotti petroliferi. I sintomi sono spesso vaghi e possono includere nausea, stanchezza, vertigini e mal di testa, anche se altri sintomi di solito sono un’infiammazione della pelle, delle articolazioni, delle vie aeree e dell’apparato gastrointestinale.

Non ci sono origini fisiopatologiche riconoscibili della malattia, che non segue né i consolidati principi di tossicologia con i suoi schemi riproducibili di causa e effetto, né può essere considerata un’allergia nel senso classico dl termine. Così, il buon senso sembra suggerirci che questa malattia debba essere psicologica – o almeno sovrapponga una forte componente psicologica a una sorta di ipersensibilità ambientale. Anche se, ad oggi, gli studi scientifici non hanno identificato meccanismi patogenetici per la malattia né criteri diagnostici oggettivi, è innegabile che le persone colpite soffrano notevolmente – alcuni pazienti si sentono gravemente afflitti e invalidi da un punto di vista funzionale a causa della loro malattia, e in alcuni casi sono costretti a vivere in totale isolamento in ‘camere bianche’ rivestite di piastrelle e dotate di speciali sistemi di filtrazione dell’aria.

Pianificazione preventiva

Il trasporto di un paziente affetto da MCS, è inutile dirlo, necessita di una grande pianificazione. Ogni aspetto del trasporto richiede considerazioni speciali – dalla comunicazione con il paziente al suo trasferimento dalla casa al velivolo, e dalla preparazione del velivolo alla logistica di rifornimento quando il paziente non deve avere neanche il minimo contatto con le esalazioni!

Tanto per cominciare, probabilmente il problema più importante per una compagnia di voli sanitari è avere una completa conoscenza delle implicazioni psico-sociali della patologia e dei loro effetti sul paziente. Per questo motivo, prima di iniziare un qualsiasi programma di trasporto tecnico-logistico, è assolutamente necessario seguire alcuni passi fondamentali: Acquisire una conoscenza precisa della malattia e di eventuali terapie farmacologiche attuali utilizzate dal paziente attraverso un approfondito studio della cartella clinica; entrare in contatto diretto sia con il medico che di solito si prende cura del paziente sia con i familiari del paziente stesso, dapprima chiamandoli e poi incontrandoli personalmente, per capire il loro rapporto con il paziente e il loro potenziale sostegno o impedimento nel trasferimento in aeroambulanza del paziente; telefonare al paziente ed eseguire una prima valutazione della sua “struttura” psicologica. E’ stato proprio a questo punto di questa particolare missione che si è stabilito che la paziente avrebbe potuto essere trasferita negli Stati Uniti per il trattamento. Era chiaro a Air Medical Italia che la missione non si sarebbe potuta dire conclusa fino a quando la paziente non fosse stata effettivamente a bordo del velivolo; tuttavia dopo un dettagliato colloquio con la paziente la società è stata fiduciosa riguardo a una buona riuscita della missione.

Andare a casa del paziente e parlargli. Il personale sanitario e logistico di Air Medical Italia è andato a casa della paziente per parlarle nel luogo in cui si sentiva più a suo agio. Il personale ha dovuto seguire un regime di auto-preparazione suggerito dai genitori della paziente a partire da due giorni precedenti. A questo punto è importante spiegare in dettaglio al paziente le speciali misure che saranno adottate dalle società specializzate nel trasporto aereo sanitario in modo da poter assicurare al paziente un trasferimento tollerabile. Il medico incaricato del trasporto deve essere in grado di capire il grado evolutivo della MCS del paziente, il livello di coinvolgimento psico-somatico e il suo legame con le risposte cliniche oggettive e verificabili; permettere ai familiari di esaminare personalmente il velivolo e vedere le speciali dotazioni di bordo.

Se non si seguono tali procedure o se si eseguono in modo superficiale il rischio è che tutti i successivi sforzi per organizzare il trasferimento in aeromobile sarebbero inutili. Deve essere fatto ogni massimo sforzo per far sì che quando il paziente vede il velivolo non lo rifiuti come inadeguato. Se ciò accadesse, non significherebbe soltanto una sostanziale perdita di denaro per l’assistito, ma anche un possibile impatto negativo sulle sue prospettive di guarigione.

Nel caso qui esposto, tutti gli aspetti della logistica – dalla comunicazione con i genitori della paziente all’organizzazione del necessario trasporto via terra – sono stati eseguiti da Air Medical Italia. La società ha anche fornito l’equipaggio medico per il volo e si è assunta la piena responsabilità finanziaria per la preparazione adeguata del velivolo e il buon esito della missione stessa. Air Medical ha collaborato con FAI, in quanto per la missione transatlantica si rendeva necessario un jet a lungo raggio, che FAI ha fornito sotto forma di Challenger CL 604 di sua proprietà. Il velivolo è stato pilotato da piloti FAI, e prima del volo la società ha anche fornito supporto operativo e confronto medico attraverso l’infermiere di volo esperto Markus Schlatte.

Il volo

Lo staff medico di Air Medical, con il supporto di aziende specializzate, il giorno precedente al trasferimento ha provveduto alla sanificazione e modifica degli interni dell’aeromobile in modo da soddisfare le esigenze del paziente. La modifica doveva avvenire rispettando nel contempo l’assoluta conformità a tutte le principali norme di sicurezza aeree.

Tutte le parti amovibili del velivolo sono state rimosse, tra cui ma non solo: i cuscini dei sedili, le fodere, le coperte, i tappeti, gli asciugamani e i dosatori di sapone nella toilette. E’ stata prestata una particolare attenzione all’eliminazione di tutte le potenziali fonti di ‘odori chimici’, e tutti i cassetti e vani portaoggetti sono stati controllati accuratamente. Tutte le altre superfici che non potevano essere rimosse sono state trattate con una speciale sostanza inodore, naturale e tollerabile dal paziente.

Il pavimento dell’aereo, compresa la toilette, tutti i sedili e la barella stessa sono stati inoltre rivestiti con foglio di alluminio e speciale materiale plastico inodore tollerabile dalla paziente affetta da MCS. Infine, ma non meno importante, intorno alla barella è stata posta una speciale cabina in policarbonato appositamente trattata e predisposta con un sistema di ventilazione a pressione positiva ed estrazione CO2. Tre giorni prima della missione l’equipaggio è stato informato di astenersi dall’indossare uniformi lavate a secco e di evitare qualsiasi profumo; perfino il lucido da scarpe non poteva assolutamente essere utilizzato.

Alla fine, completati tutti i preparativi, i genitori della paziente hanno controllato a fondo il velivolo. Una volta avuta la loro approvazione, la paziente è stata prelevata dalla casa dove viveva in una camera bianca isolata, e condotta in aeroporto. Sono stati i genitori ad accompagnarla in aeroporto con la loro auto opportunamente preparata a rispondere a tutti i suoi bisogni. Air Medical Italia ha curato inoltre tutti i rapporti con il personale aeroportuale e con le Autorità di Polizia e Doganali informandole circa le condizioni critiche del paziente che stava per effettuare il volo.

Un’altra difficoltà superata è stata quella secondo cui la paziente desiderava avere il portellone dell’aereo chiuso durante il rifornimento. Secondo le normative che regolano i velivoli, il rifornimento deve essere effettuato con il portellone aperto dell’aeromobile, ma ciò avrebbe messo in ansia la paziente per le possibili esalazioni di carburante aeronautico. Alla fine la paziente ha acconsentito a tenere il portellone aperto, fintantoché restava nella sua cabina di policarbonato e indossava la speciale maschera facciale in ceramica.

Il volo si è svolto senza ulteriori incidenti e la paziente è atterrata a Dallas su un terreno che era stato appositamente preparato secondo le istruzioni fornite da Air Medical.

Dott. Alessandro Geddo Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione ed Algologia -Responsabile Sanitario Air Medical srl -Medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale. -Responsabile Scientifico SimulAid srl (Provider italiano corsi American Heart Association) -Esperto in Medicina dei Disastri (DIPLOMA-MASTER UNIVERSITARIO di II livello in EMDM EUROPEAN MASTER IN DISASTER MEDICINE), Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”- Free University of Bruxelles, anno accademico 2001-2002.

Sarah Watson (editor), “Handle with care”, ITIJ REVIEW | AIR AMBULANCE | APRIL 2013, pagg. 4-5 [In rete] http://www.itij.co/

 

 

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Il volo sanitario. Il punto di vista di un medico.

l volo sanitario rappresenta una delle sfide professionali più elevate per l’operatore medico che si affaccia su questo palcoscenico lavorativo.

Se è vero che la multidisciplinarietà delle patologie che vengono trattate durante le missioni comprende anche casi relativamente semplici, va tenuto sempre in considerazione che ogni tipo variabile clinica ed operativa, che si può verificare durante un volo, va affrontata e risolta nell’ambito del volo stesso. Questo significa a 14.000 metri di altitudine, nella cellula sanitaria dell’aeromobile e con le apparecchiature  e la dotazione di strumenti  presenti in quel momento.

E questo cambia le carte in tavola …. e di molto.

Si può facilmente comprendere come ogni missione vada sempre pianificata nei minimi dettagli e come il supporto elettromedicale e di componentistica sanitaria debba essere al top in ogni ambito per permettere all’equipe medica, generalmente composta da Anestesista Rianimatore ed Infermiere di Area Critica, di poter fronteggiare ogni evenienza: da un’ecografia in urgenza al posizionamento di un drenaggio toracico, dalla valutazione di un elettrocardiogramma a 12 derivazioni alla ventilazione di un polmone in ARDS in un neonato di 40 giorni di vita.

Tutto questo è nello stesso tempo professionalmente gratificante ed estremamente complesso. Gli spazi durante il volo non sono sicuramente quelli di una “red room” ospedaliera e quindi gli operatori devono essere addestrati ad agire in spazi confinati e con performance sempre elevate per garantire al paziente la continuità di cure in ogni momento del trasferimento sanitario con aeromobile.

Ecco quindi come l’addestramento continuo e le conoscenze della fisiopatologia degli organi rapportata alla variazione della pressione barometrica sono chiave di volta per la preparazione dell’operatore sanitario che intende intraprendere tale challeng professionale.

Essere flessibile all’interno di regolamentazioni precise rappresenta la caratteristica fondamentale per colui che desidera portare la propria scienza medica all’interno di tale ambito sanitario tenendo sempre presente che ogni sforzo che viene fatto per poter operare, anche in condizioni delicate, deve esser volto al benessere del paziente.

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Il volo sanitario. Il punto di vista dell’infermiere.

Il ruolo dell’infermiere nel trasporto protetto si espleta principalmente su tre livelli:

Pre dispatch, trasporto e post dispatch.

Nel pre dispatch l’infermiere controlla le dotazioni sanitarie di bordo utilizzando le check list, e partecipa al briefing congiunto tra i piloti, personale medico e l’operativo volo.

Ogni componente descrive la missione dal suo punto di vista, i piloti descrivono il volo, la durata, le soste, gli aspetti inerenti il meteo. La componente sanitaria descrive invece la tipologia del paziente e i potenziali problemi che si possono presentare durante il volo, ed infine l’operativo volo illustra la missione in generale, il timing gli ospedali di partenza e arrivo, i contatti necessari, le autorizzazioni e i problemi logistici.

Durante il volo l’infermiere si occupa della procedura di imbarco del paziente in collaborazione con il medico, effettua il monitoraggio dei parametri vitali, somministra la terapia prescritta, ed infine effettua gli eventuali esami diagnostici come l’emogasanalisi, gli esami ematochimici e strumentali necessari.

Unitamente al Medico si occupa poi dell’accompagnamento del paziente all’ospedale ricevente lasciando le consegne all’equipe che lo prende in carico. Operando in ambito internazione, questo è sempre un momento di confronto molto importante con i colleghi dei vari paesi e nazionalità.

Al rientro in base tutta l’equipe si ferma in centrale operativa per il de briefing nel corso della quale riviene analizzata la missione e discusso sulle eventuali criticità riscontrate.

Ogni missione è sempre diversa dalle altre. Nella stessa giornata si passa dal trasporto di un grave cardiopatico in ECMO a quello di un bambino di 23 giorni operato per una malformazione cardiaca. La flessibilità è fondamentale come altrettanto fondamentali sono i controlli sul materiale e dotazioni di bordo prima della partenza.

Spesso si prelevano i pazienti in zone remote o disagiate (infermerie remote in Africa, campi petroliferi ecc) dove il livello di assistenza sanitario non è equiparabile a quello di una struttura sanitaria occidentale. In questi casi si effettuano in loco le procedure di stabilizzazione clinica e si somministrano le prime cure. Si può procedere all’intubazione tracheale, al drenaggio di un pnx, all’esecuzione di un eco cardio prima di stabilire la reale fattibilità del trasporto.

E’ sempre una sfida.

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Air Medical

Air Medical effettua voli sanitari assistiti trasportando pazienti dagli ospedali di tutta Europa e del bacino del Mediterraneo al resto del Mondo. Specializzata in voli sanitari assistiti con base operativa presso l’aeroporto di Milano Linate. Una organizzazione composta da professionisti, coordinata da una centrale operativa attiva 24/7, si occupa della gestione delle situazioni di emergenza e della tutela di chi è lontano da casa e necessita di assistenza medica specialistica. Personale sanitario dedicato accompagna il paziente in ogni passaggio, monitorandone costantemente le condizioni cliniche mentre la centrale operativa pianifica il viaggio nei minimi dettagli, al fine di garantire celerità negli spostamenti e il massimo confort ai pazienti.

Esperti a confronto.

Un pool di medici ad elevata specializzazione affronterà le tematiche legate ai voli sanitari, quali la continuità delle cure durante un trasferimento aereo oltre a raccontare le proprie esperienze dirette non tralasciando però di fornire qualche piccolo consiglio per viaggiare in sicurezza.

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