MCS SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA.

FotoArticoloVen, 04/12/2013 – 11:38 – Stefan

Il 5 marzo 2013, in collaborazione con Air Medical Italia, Flight Ambulance International (FAI) ha trasportato una paziente con la Sensibilità chimica multipla (MCS) da Napoli, Italia, a Dallas negli Stati Uniti. Questa missione speciale ha richiesto una pianificazione del volo senza precedenti e una indispensabile cooperazione tra tutte le parti coinvolte.

Capire la MCS (Sensibilità Chimica Multipla)

Intraprendere il trasporto di un paziente affetto da MSC non è una decisione facile. La pianificazione e la preparazione necessarie sia all’aereo che all’equipaggio sono molto diverse da quelle richieste da ogni altro tipo di rimpatrio, e il successo non è facile da garantire. La MSC è una malattia cronica caratterizzata da sintomi che il paziente attribuisce all’esposizione a sostanze chimiche a bassi livelli. Le altre persone spesso non sanno ciò che scatena tali sintomi e danno la colpa a sostanze comunemente incriminate come il fumo, i pesticidi, i tessuti sintetici, i profumi, le materie plastiche, i vapori delle vernici e i prodotti petroliferi. I sintomi sono spesso vaghi e possono includere nausea, stanchezza, vertigini e mal di testa, anche se altri sintomi di solito sono un’infiammazione della pelle, delle articolazioni, delle vie aeree e dell’apparato gastrointestinale.

Non ci sono origini fisiopatologiche riconoscibili della malattia, che non segue né i consolidati principi di tossicologia con i suoi schemi riproducibili di causa e effetto, né può essere considerata un’allergia nel senso classico dl termine. Così, il buon senso sembra suggerirci che questa malattia debba essere psicologica – o almeno sovrapponga una forte componente psicologica a una sorta di ipersensibilità ambientale. Anche se, ad oggi, gli studi scientifici non hanno identificato meccanismi patogenetici per la malattia né criteri diagnostici oggettivi, è innegabile che le persone colpite soffrano notevolmente – alcuni pazienti si sentono gravemente afflitti e invalidi da un punto di vista funzionale a causa della loro malattia, e in alcuni casi sono costretti a vivere in totale isolamento in ‘camere bianche’ rivestite di piastrelle e dotate di speciali sistemi di filtrazione dell’aria.

Pianificazione preventiva

Il trasporto di un paziente affetto da MCS, è inutile dirlo, necessita di una grande pianificazione. Ogni aspetto del trasporto richiede considerazioni speciali – dalla comunicazione con il paziente al suo trasferimento dalla casa al velivolo, e dalla preparazione del velivolo alla logistica di rifornimento quando il paziente non deve avere neanche il minimo contatto con le esalazioni!

Tanto per cominciare, probabilmente il problema più importante per una compagnia di voli sanitari è avere una completa conoscenza delle implicazioni psico-sociali della patologia e dei loro effetti sul paziente. Per questo motivo, prima di iniziare un qualsiasi programma di trasporto tecnico-logistico, è assolutamente necessario seguire alcuni passi fondamentali: Acquisire una conoscenza precisa della malattia e di eventuali terapie farmacologiche attuali utilizzate dal paziente attraverso un approfondito studio della cartella clinica; entrare in contatto diretto sia con il medico che di solito si prende cura del paziente sia con i familiari del paziente stesso, dapprima chiamandoli e poi incontrandoli personalmente, per capire il loro rapporto con il paziente e il loro potenziale sostegno o impedimento nel trasferimento in aeroambulanza del paziente; telefonare al paziente ed eseguire una prima valutazione della sua “struttura” psicologica. E’ stato proprio a questo punto di questa particolare missione che si è stabilito che la paziente avrebbe potuto essere trasferita negli Stati Uniti per il trattamento. Era chiaro a Air Medical Italia che la missione non si sarebbe potuta dire conclusa fino a quando la paziente non fosse stata effettivamente a bordo del velivolo; tuttavia dopo un dettagliato colloquio con la paziente la società è stata fiduciosa riguardo a una buona riuscita della missione.

Andare a casa del paziente e parlargli. Il personale sanitario e logistico di Air Medical Italia è andato a casa della paziente per parlarle nel luogo in cui si sentiva più a suo agio. Il personale ha dovuto seguire un regime di auto-preparazione suggerito dai genitori della paziente a partire da due giorni precedenti. A questo punto è importante spiegare in dettaglio al paziente le speciali misure che saranno adottate dalle società specializzate nel trasporto aereo sanitario in modo da poter assicurare al paziente un trasferimento tollerabile. Il medico incaricato del trasporto deve essere in grado di capire il grado evolutivo della MCS del paziente, il livello di coinvolgimento psico-somatico e il suo legame con le risposte cliniche oggettive e verificabili; permettere ai familiari di esaminare personalmente il velivolo e vedere le speciali dotazioni di bordo.

Se non si seguono tali procedure o se si eseguono in modo superficiale il rischio è che tutti i successivi sforzi per organizzare il trasferimento in aeromobile sarebbero inutili. Deve essere fatto ogni massimo sforzo per far sì che quando il paziente vede il velivolo non lo rifiuti come inadeguato. Se ciò accadesse, non significherebbe soltanto una sostanziale perdita di denaro per l’assistito, ma anche un possibile impatto negativo sulle sue prospettive di guarigione.

Nel caso qui esposto, tutti gli aspetti della logistica – dalla comunicazione con i genitori della paziente all’organizzazione del necessario trasporto via terra – sono stati eseguiti da Air Medical Italia. La società ha anche fornito l’equipaggio medico per il volo e si è assunta la piena responsabilità finanziaria per la preparazione adeguata del velivolo e il buon esito della missione stessa. Air Medical ha collaborato con FAI, in quanto per la missione transatlantica si rendeva necessario un jet a lungo raggio, che FAI ha fornito sotto forma di Challenger CL 604 di sua proprietà. Il velivolo è stato pilotato da piloti FAI, e prima del volo la società ha anche fornito supporto operativo e confronto medico attraverso l’infermiere di volo esperto Markus Schlatte.

Il volo

Lo staff medico di Air Medical, con il supporto di aziende specializzate, il giorno precedente al trasferimento ha provveduto alla sanificazione e modifica degli interni dell’aeromobile in modo da soddisfare le esigenze del paziente. La modifica doveva avvenire rispettando nel contempo l’assoluta conformità a tutte le principali norme di sicurezza aeree.

Tutte le parti amovibili del velivolo sono state rimosse, tra cui ma non solo: i cuscini dei sedili, le fodere, le coperte, i tappeti, gli asciugamani e i dosatori di sapone nella toilette. E’ stata prestata una particolare attenzione all’eliminazione di tutte le potenziali fonti di ‘odori chimici’, e tutti i cassetti e vani portaoggetti sono stati controllati accuratamente. Tutte le altre superfici che non potevano essere rimosse sono state trattate con una speciale sostanza inodore, naturale e tollerabile dal paziente.

Il pavimento dell’aereo, compresa la toilette, tutti i sedili e la barella stessa sono stati inoltre rivestiti con foglio di alluminio e speciale materiale plastico inodore tollerabile dalla paziente affetta da MCS. Infine, ma non meno importante, intorno alla barella è stata posta una speciale cabina in policarbonato appositamente trattata e predisposta con un sistema di ventilazione a pressione positiva ed estrazione CO2. Tre giorni prima della missione l’equipaggio è stato informato di astenersi dall’indossare uniformi lavate a secco e di evitare qualsiasi profumo; perfino il lucido da scarpe non poteva assolutamente essere utilizzato.

Alla fine, completati tutti i preparativi, i genitori della paziente hanno controllato a fondo il velivolo. Una volta avuta la loro approvazione, la paziente è stata prelevata dalla casa dove viveva in una camera bianca isolata, e condotta in aeroporto. Sono stati i genitori ad accompagnarla in aeroporto con la loro auto opportunamente preparata a rispondere a tutti i suoi bisogni. Air Medical Italia ha curato inoltre tutti i rapporti con il personale aeroportuale e con le Autorità di Polizia e Doganali informandole circa le condizioni critiche del paziente che stava per effettuare il volo.

Un’altra difficoltà superata è stata quella secondo cui la paziente desiderava avere il portellone dell’aereo chiuso durante il rifornimento. Secondo le normative che regolano i velivoli, il rifornimento deve essere effettuato con il portellone aperto dell’aeromobile, ma ciò avrebbe messo in ansia la paziente per le possibili esalazioni di carburante aeronautico. Alla fine la paziente ha acconsentito a tenere il portellone aperto, fintantoché restava nella sua cabina di policarbonato e indossava la speciale maschera facciale in ceramica.

Il volo si è svolto senza ulteriori incidenti e la paziente è atterrata a Dallas su un terreno che era stato appositamente preparato secondo le istruzioni fornite da Air Medical.

Dott. Alessandro Geddo Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione ed Algologia -Responsabile Sanitario Air Medical srl -Medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale. -Responsabile Scientifico SimulAid srl (Provider italiano corsi American Heart Association) -Esperto in Medicina dei Disastri (DIPLOMA-MASTER UNIVERSITARIO di II livello in EMDM EUROPEAN MASTER IN DISASTER MEDICINE), Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”- Free University of Bruxelles, anno accademico 2001-2002.

Sarah Watson (editor), “Handle with care”, ITIJ REVIEW | AIR AMBULANCE | APRIL 2013, pagg. 4-5 [In rete] http://www.itij.co/

 

 

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MCS SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA. ultima modifica: 2013-04-18T14:50:21+00:00 da Lucia (redazione)

Un pensiero su “MCS SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA.

  1. Relativamente all’articolo sopra riportato, tratto dalla rivista International Travel Insurance Journal è necessario da parte di Air Medical pubblicare le considerazioni del nostro Direttore Sanitario Alessandro Geddo relativamente a quanto riportato nell’articolo stesso che citiamo di seguito:

    “Il buon senso sembra suggerirci che questa malattia debba essere psicologica – o almeno sovrapponga una forte componente psicologica a una sorta di ipersensibilità ambientale”.
    _______________________________________________________
    Pur non essendoci ancora, a livello internazionale, un univoco e pienamente condiviso consenso sull’eziopatogenesi della MCS, noi di Air Medical siamo ben consapevoli dei passi avanti che negli anni si sono compiuti sulla definizione dei meccanismi fisiopatologici che stanno alla base della genesi di tale delicata malattia.
    Non solo ne siamo consci ma li abbiamo fatti nostri e per questo motivo ci siamo impegnati nella realizzazione di tale delicatissimo trasferimento sanitario al fine dare un aiuto concreto a chi cerca disperatamente un trattamento efficace per tale patologia.
    Ho effettuato in prima persona l’accompagnamento e tutta la preparazione di tale missione.
    La componente psicologica di cui il paziente è “vittima” quando affetto da MCS è dovuta, dal mio punto di vista, alla consapevolezza, a sua volta basata sul vissuto diretto dei sintomi sulla proprio persona, che il contatto con determinate sostanze, o con altre ancora ignote, potrebbe scatenare reazioni chimiche a carico del proprio organismo che potrebbero compromettere l’esistenza stessa.
    Quindi non un fondamento psicologico alla base della malattia ma un carico emotivamente negativo continuo, per se e per i propri famigliari, causato dal sapere che nei propri processi biologici il contatto con sostanze “avverse” può arrivare a scatenare scenari devastanti per la propria salute.
    Nella strutturazione del volo da Napoli a Dallas abbiamo pianificato ogni singolo aspetto della missione forti della consapevolezza di quanto sopra esposto al fine di assicurare al paziente ogni aiuto possibile.
    Credo che i fatti abbiamo per noi fatto da garanti sulla bontà del risultato finale.

    Alessandro Geddo
    Direttore Sanitario – Air Medical

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