In kosovo per un rimpatrio sanitario. Esempio di collaborazione tra Air Medical, NATO, ambasciata italiana e Città del Vaticano.

IMG_0260_2Si è da poco conclusa la missione di rimpatrio sanitario di una suora operante nella città di Pristina in Kosovo, verso un’ospedale italiano a Roma.

Una missione apparentemente come tante, una tratta breve e una paziente stabile. In realtà solamente una buona organizzazione e una stretta collaborazione tra enti differenti, hanno fatto si che in poche ore il trasporto andasse a buon fine.

Questa volta infatti, oltre all’impeccabile lavoro dell’equipaggio sanitario e dei piloti a bordo, hanno contribuito l’impegno dell’esercito italiano e austriaco. Entrambi i comparti militari, riuniti sotto la divisa della KFOR (forza internazionale militare guidata dalla NATO), hanno garantito con i propri mezzi e uomini al trasferimento della paziente dall’ospedale all’aeroporto, scortando l’equipe sanitaria Air Medical in ogni spostamento.

Fondamentale inoltre è stato il supporto dell’ambasciata italiana in Kosovo e dello Stato della Città del Vaticano, che in costante contatto con la centrale operativa Air Medical hanno permesso il coordinamento di tutte le operazioni.

Nelle immagini seguenti alcune istantanee dei mezzi e degli uomini scesi in campo.

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In kosovo per un rimpatrio sanitario. Esempio di collaborazione tra Air Medical, NATO, ambasciata italiana e Città del Vaticano. ultima modifica: 2014-12-01T17:49:13+00:00 da Renzo Donzelli