Il volo sanitario. Il punto di vista di un medico.

l volo sanitario rappresenta una delle sfide professionali più elevate per l’operatore medico che si affaccia su questo palcoscenico lavorativo.

Se è vero che la multidisciplinarietà delle patologie che vengono trattate durante le missioni comprende anche casi relativamente semplici, va tenuto sempre in considerazione che ogni tipo variabile clinica ed operativa, che si può verificare durante un volo, va affrontata e risolta nell’ambito del volo stesso. Questo significa a 14.000 metri di altitudine, nella cellula sanitaria dell’aeromobile e con le apparecchiature  e la dotazione di strumenti  presenti in quel momento.

E questo cambia le carte in tavola …. e di molto.

Si può facilmente comprendere come ogni missione vada sempre pianificata nei minimi dettagli e come il supporto elettromedicale e di componentistica sanitaria debba essere al top in ogni ambito per permettere all’equipe medica, generalmente composta da Anestesista Rianimatore ed Infermiere di Area Critica, di poter fronteggiare ogni evenienza: da un’ecografia in urgenza al posizionamento di un drenaggio toracico, dalla valutazione di un elettrocardiogramma a 12 derivazioni alla ventilazione di un polmone in ARDS in un neonato di 40 giorni di vita.

Tutto questo è nello stesso tempo professionalmente gratificante ed estremamente complesso. Gli spazi durante il volo non sono sicuramente quelli di una “red room” ospedaliera e quindi gli operatori devono essere addestrati ad agire in spazi confinati e con performance sempre elevate per garantire al paziente la continuità di cure in ogni momento del trasferimento sanitario con aeromobile.

Ecco quindi come l’addestramento continuo e le conoscenze della fisiopatologia degli organi rapportata alla variazione della pressione barometrica sono chiave di volta per la preparazione dell’operatore sanitario che intende intraprendere tale challeng professionale.

Essere flessibile all’interno di regolamentazioni precise rappresenta la caratteristica fondamentale per colui che desidera portare la propria scienza medica all’interno di tale ambito sanitario tenendo sempre presente che ogni sforzo che viene fatto per poter operare, anche in condizioni delicate, deve esser volto al benessere del paziente.

Share
Il volo sanitario. Il punto di vista di un medico. ultima modifica: 2013-03-25T18:25:09+00:00 da Alessandro Geddo
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da Alessandro Geddo . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su Alessandro Geddo

Dott. Alessandro Geddo Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione ed Algologia -Responsabile Sanitario Air Medical srl -Medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale. -Responsabile Scientifico SimulAid srl (Provider italiano corsi American Heart Association) -Esperto in Medicina dei Disastri (DIPLOMA-MASTER UNIVERSITARIO di II livello in EMDM EUROPEAN MASTER IN DISASTER MEDICINE), Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”- Free University of Bruxelles, anno accademico 2001-2002.

4 pensieri su “Il volo sanitario. Il punto di vista di un medico.

  1. Gentile dottore Geddo, mi è stata diagnostica la miastenia gravis da circa 4 mesi. Ho 62 anni ed oltre a questo problema non soffro di altro. Potrei sapere se esiste una controindicazione assoluta a volare perché sarebbe mia intenzione recarmi negli stati uniti per 30 giorni di vacanza.
    la ringrazio per la risposta
    Federica

  2. Gentile Federica,
    non vi sono controindicazioni assolute ad effettuare un volo quando affetti da patologie come la sua. Se la malattia è sotto terapia senza una sintomatologia conclamata od addirittuta in fase di remissione non esistono restrizioni. Se invece son presenti sintomi quali scarso controllo delle vie aeree superiori e problemi di respirazione sarà necessaria una attenta valutazione neurologico intensivistica prima di intraprendere un viaggio in aereo.
    Cordialmente.

    Dr. Alessandro Geddo

  3. Caro Dottore
    Ho avuto il piacere di volare con lei durante il rimpatrio di mia madre. Volevo lasciare una breve testimonianza sulla sua professionalità e attenzione. Non ho mai incontrato dei medici scrupolosi e umani come lo e’ stato lei. Grazie a questo blog posso condividere e far conoscere a tutti la mia gratitudine
    Cinzia

  4. Gentile Cinzia,
    la ringrazio per le sue bella parole. In ogni missione non bisogna mai scordare che al primo posto, in ogni momento, vi è sempre il paziente. L’umanità dimostrata nel porsi nei confronti di chi soffre, ad ogni livello, dovrebbe esser bagaglio imprescindibile di ogni essere umano che pratica l’arte medica.
    Un saluto

    Alessandro Geddo

I commenti sono chiusi.