L’infermiere a Istanbul

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Air Medical Main Sponsor Giro d’Italia 2015

Il 98° Giro d’Italia ha fatto visita alla Maremma in occasione della VI (Montecatini Terme-Castiglione della Pescaia – 186 km) e VII Tappa (Grosseto-Fiuggi – 264 km).

Air Medical era presente come Main Sponsor.

Di seguito alcuni scatti della corsa.

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Another baby carried with a medical flight performed by Air Medical

Vi pubblichiamo di seguito la traduzione dell’articolo relativo al trasferimento del neonato da Lome’ a Tunisi apparso di recente sul nostro blog:

IMG_5901How to cross Africa, from the city of Lome’ in Togo to the city of Tunis, with a stopover in Tamanrasset in Algeria, with a premature baby patient. It was a difficult mission for the pilots, the doctor and the nurse, but despite the serious patient condition, the mission ended up in a positive outcome.

His name is Elias and it is a premature baby born on the 35th week. His condition appeared  very serious at first sight. His life was in danger, it would have been so even in a modern European hospital and consequently it was even more so in a small hospital in the African state of Togo. Continua a leggere

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La questione libica: intervista a Air Medical

Oggi la testata nazionale Today.it parla di noi.

Il nostro Operation Manager Francesco Reggiani ha rilasciato un’interessante intervista riguardante il ponte aereo con la Turchia eseguito in questi giorni dalla compagnia per evacuare i feriti dei conflitti libici cui gli ospedali locali non riescono a far fronte. Air Medicalha svolto tali operazioni con un aereo completamente dedicato all’emergenza in Libia, con la media di una o due missioni al giorno.

Si è trattato di un’operazione delicata, svolta in collaborazione con il governo e il Ministero della Salute libici e prettamente a favore della cittadinanza libica.

Per saperne di più Vi invitiamo a leggere l’intervista al link sottostante:

http://www.today.it/mondo/libia-air-medical-trasporto-feriti.html

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In fin di vita per l’influenza H1N1, medico albanese salvato a Bergamo

in-fin-di-vita-per-linfluenza-h1n1-medico-albanese-salvato-a-bergamo_146620e0-f577-11e3-a4db-73bc65e32e7e_cougar_imageVi segnaliamo di seguito un articolo apparso oggi sulla rivista online L’Eco di Bergamo riguardante un paziente albanese che ha usufruito di recente dei nostri servizi per il trasporto aereo sanitario dall’ospedale di Tirana in cui era ricoverato all’ospedale di Bergamo da cui presto verrà dimesso.

 

Febbre alta, respiro pesante: è cominciata così la drammatica avventura di Skerdi Prifti, 52 anni, medico albanese di Tirana: le sue condizioni si sono aggravate al punto da dover essere intubato, sedato, fino a risvegliarsi, attaccato a una macchina che doveva aiutare i suoi polmoni a riprendersi, in un altro Paese, in un altro ospedale, lontano da casa sua. A Bergamo.

«Io non ricordo nulla né del viaggio, né di quello che mi è successo, non ricordo neppure quando e come sono arrivato a Bergamo. Niente. So solo che ho cominciato a capire cosa mi stava accadendo quando ormai, per i miei colleghi che mi stavano curando, avevo evitato la morte. In Albania, a casa mia, purtroppo non avrei avuto scampo: lì, l’Ecmo (la macchina cuore/polmone che permette di mettere a riposo i polmoni in caso di insufficienza respiratoria ndr) non c’è, e non c’è équipe medica e infermieristica in grado di farla funzionare».
Skerdi ora è guarito, e alla fine di questa settimana potrà tornare a casa sua, a Tirana, dove, da ordinario di gastroenterologia all’ospedale universitario «Madre Teresa», spera «di poter al più presto tornare operativo: i colleghi di Bergamo mi hanno assicurato che tra pochi mesi sarò perfettamente in grado di tornare a fare le gastroscopie. Io non so che dire, mi sento davvero un miracolato».

 

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/in-fin-di-vita-per-linfluenza-h1n1-medico-albanese-salvato-a-bergamo_1063426_11/

FONTE: L’Eco di Bergamo.it, 17 giugno 2014

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Aspetti clinici e logistici del trasporto aereo di un paziente pediatrico con grave insufficienza respiratoria (Case Report)

fotoSINTESI ANAMNESTICA

Dal report Medico fornito dal reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Pediatrico del Centro Universitario di Tirana “Nene Teresa”:

H. B. è una bambina albanese, nata a termine da parto eutocico presso l’Ospedale di Ginecologia ed Ostetricia “Mbreteresha Geraldine” di Tirana il 31 marzo 2014. Il peso alla nascita è di 4100 grammi. Viene posta diagnosi prenatale di polihydramnios. L’indice di APGAR alla nascita era 8 e la bambina presenta un grave distress respiratorio, che ha reso necessaria l’intubazione a circa 40 minuti dalla nascita e successiva ventilazione controllata in modalità pressometrica. La radiografia del torace mostra un versamento pleurico bilaterale, maggiore a sinistra. Vengono eseguite 2 toracentesi rispettivamente in data 04.04.2014 con aspirazione di 70 ml di liquido a sinistra e successivamente in data 11.04.2014 a destra  con aspirazione di 140 ml. L’esame istologico del liquido pleurico mostrava una predominanza linfocitaria ed una negatività colturale.

Durante il ricovero presso la  Rianimazione del Reparto di  Neonatologia (17 giorni), la bambina e’ stata sottoposta a terapia antibiotica con  ampicillina e cefotaxime per  2 settimane, e successivamente con ceftazidina e gentamicina per 3 giorni.  Viene inoltre trasfuso plasma, sangue e somministrata terapia infusionale elettrolitica e nutrizione parenterale. L’emocromo è risultato nei limiti della norma (RBC – 4.390.000, HGB – 14 gr/dl, WBC – 8000/mm3, PLT – 150.000/mm3) come anche la Proteina C Reattiva.

Il 16.04.2014 la bambina veniva trasferita presso il reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Pediatrico del Centro Universitario di Tirana “Nene Teresa”. Durante il ricovero la paziente ha mantenuto la ventilazione controllata per difficoltà allo svezzamento ventilatorio.  E’ stato altresì posizionato un drenaggio toracico a destra da cui sono stati aspirati 150 cc di liquido siero-emorragico. La TC eseguita dopo il posizionamento del drenaggio mostrava il consolidamento del lobo superiore e presenza di broncogramma aereo. Nel polmone sinistro si evidenziava il consolidamento esteso dei lobi superiore ed inferiore ma assenza di versamento pleurico. Il cuore ha dimensioni  normali. All’Eco cardiaca il Foramen Ovale risultava aperto. La paziente veniva dimessa il giorno 25/04/2014, con diagnosi di Chilotorace bilaterale su richiesta dei genitori.

 

ATTIVAZIONE DI AIR MEDICAL E PIANIFICAZIONE DELLA MISSIONE

La richiesta di aiuto arriva direttamente dai genitori della bambina, che contattano la centrale operativa di Air Medical (società italiana leader nel trasporto aereo sanitario) chiedendo il trasferimento con la massima urgenza verso il policlinico di Bari in Italia. Nei giorni successivi, gli aerei e le equipe sanitarie non sono disponibili a causa della sovrapposizione di diverse missioni. In particolare il giorno seguente, sono previsti il trasferimento di un paziente infartuato dalla Libia alla Tunisia e successivamente il rimpatrio di una turista italiana dal Marocco. Per non posticipare un trasporto così importante e delicato, si decide di accettare la missione, decollare in mattinata, trasferire la bambina al Policlinico di Bari e solo successivamente proseguire per la Libia.

Il trasporto aereo sanitario è un’attività particolarmente delicata da un punto di vista sia clinico che organizzativo. Tuttavia,  nonostante gli spazi ridotti,  anche sull’aereo si possono affrontare situazioni di emergenza analogamente a quanto si potrebbe fare nella red room di una rianimazione  tenendo conto però che sono necessari un’alta competenza professionale, preparazione, il giusto coinvolgimento emotivo e non ultimo affiatamento tra tutti i componenti dell’equipe.

La dotazione tecnologica di bordo ed il supporto continuo dell’Operation Manager di Milano hanno contribuito alla buona riuscita della missione.

 

LE DOTAZIONI SANITARIE E LA CONDOTTA DEL VOLO

Tutti gli aerei utilizzati da Air Medical per i trasporti sanitari “protetti” sono dotati delle più moderne attrezzature elettromedicali e presidi sanitari necessari per l’assistenza a pazienti critici. In pratica tutto ciò che si può trovare in una unità-paziente di terapia intensiva.

Nel caso specifico, trattandosi del trasporto di una bambina estremamente critica di soli 15 giorni, ci si è dotati di tutto l’occorrente specifico per pazienti di quelle dimensioni. La stessa barella, che normalmente viene utilizzata per pazienti adulti, viene per l’occasione completata con l’aggiunta di una speciale culla di trasporto chiamata Infant Transport Unit (da qui in poi denominata ITU). L’ITU utilizzata, è uno speciale contenitore rettangolare prevalentemente costruito in Cordura©, con tre dei sei lati fatti in materiale trasparente per permettere al personale sanitario il continuo contatto visivo con il bambino. Le dimensioni sono 90x38x34,5 cm ed è dotato di maniglie per gli spostamenti e appositi fori per il passaggio dei tubi e dei cavi di monitoraggio. E’ inoltre possibile scaldare l’ambiente interno e quindi il bambino, grazie all’utilizzo di speciali cuscinetti termici, che una volta liberati dalla loro confezione, sviluppano una reazione chimico-fisica capace di diffondere calore in modo uniforme e costante nel tempo. Normalmente questi cuscinetti vengono posti al di sotto del materassino su cui poi viene appoggiato il paziente.

Visto il labile compenso emodinamico nonché respiratorio, che si evince dalla documentazione e dalle informazioni giunte dall’Albania, si decide inoltre di adottare una particolare condotta di volo, chiamata Sea Level; condotta intrapresa per ridurre al massimo le possibili complicanze respiratorie o danni toracici alla bambina.

 

SEA LEVEL

Con il termine Sea Level si intende un tipo di volo in cui la pressione all’interno della cabina viene mantenuta costantemente a valori paragonabili a quelli misurabili al livello del mare. Alcuni aerei di piccole dimensioni, che di solito volano a quote inferiori ai 3000 metri, non sono dotati di pressurizzazione e non è quindi possibile modificare la pressione al loro interno durante le fasi di volo. Al contrario, nei moderni aerei a reazione, la pressione in cabina viene regolata attraverso un’apposito dispositivo di pressurizzazione. All’interno di questi velivoli la pressione durante il volo è equivalente a quella atmosferica compresa tra i 1525 e i 2440 metri, indipendentemente dall’altitudine in cui si sta volando. A tali livelli pressori, l’aria libera nelle cavità corporee si espande comunque di circa il 25% e ciò può aggravare alcune condizioni mediche. In particolare questo fenomeno può influenzare molto negativamente patologie come il pneumotorace; risulta quindi particolarmente rischioso per pazienti traumatizzati, ma anche pazienti con patologie toraciche predisposti a sviluppare pneumotoraci spontanei.

La paziente protagonista del trasporto, essendole stato da poco rimosso un drenaggio toracico, rientra a pieno titolo nella categoria di pazienti che necessitano di un trasporto aereo SEA LEVEL.

 

MEDICAL REPORT E DIARIO DI VIAGGIO

ORE 10:00 UTC. L’equipe Air Medical, composta dai due piloti, medico anestesista e infermiere specializzato in emergenza, si riuniscono per un breefing prevolo presso la base operativa di Air Medical nell’aeroporto di Milano Linate.

Una volta analizzato il piano di volo e concordato il trasferimento in SEA LEVEL, i piloti si occupano dei controlli di routine e della clearance per i vari atterraggi e sorvoli.

L’equipe sanitaria invece, dopo aver attentamente analizzato il medical report contenente tutte le informazioni cliniche riguardanti la bambina, si occupano della verifica del materiale sanitario, con particolare attenzione a tutti i dispositivi pediatrici imbarcati.

ORE 12:15 UTC. Nonostante l’intenso traffico in arrivo e in partenza, la torre di controllo autorizza il decollo come da piano di volo. Il Cessna Citation V C560 raggiunge rapidamente e mantiene la quota di 38000 piedi. I serbatoi del carburante sono pieni e permetteranno al velivolo di compiere tranquillamente l’intera missione senza bisogno di ulteriori scali tecnici. Le condizioni meteo sono ottime e non si incontra alcuna turbolenza.

ORE 14:00 UTC. Dopo un’ora e tre quarti di volo si atterra all’aeroporto internazionale di Tirana in Albania. Raggiunto il parcheggio assegnato dalla torre di controllo per l’aereomobile, si spengono i motori e si rimane in attesa. Contattata telefonicamente la centrale operativa di Air Medical, l’Operation Manager ci comunica lo stimato di arrivo dell’ambulanza con a bordo la bambina, quantificato in 15 minuti circa. Si ha giusto il tempo di predisporre la barella a terra con l’ITU, il monitor cardiaco-multiparametrico e il ventilatore polmonare, tutto vicino al velivolo.

Dopo un breve breefing medico-infermiere, e un’ultimo aggiornamento delle notizie sanitarie fornite telefonicamente dall’Operation Manager da Milano (costantemente in contatto con i colleghi Albanesi) decidiamo di preimpostare il respiratore prevedendo quello che sarebbe stato l’approcio ventilatorio da adottare.

ORE 14:30 UTC. Arriva l’ambulanza in aeroporto, supera i controlli al varco doganale e parcheggia nelle immediate vicinanze dell’aereo. Saliamo rapidamente a bordo e facciamo la nostra prima valutazione. Le condizioni della paziente risultano peggiori rispetto a quanto indicato nel report medico, verosimilmente per lo stress subito dalla piccola paziente durante il trasferimento in ambulanza dall’Ospedale verso l’Aeroporto. Va ricordato che la letteratura in merito evidenzia come il trasporto secondario sia spesso fonte di complicanze dovute principalmente alle variazioni emodinamiche legate all’accelerazione e decelerazione del mezzo di trasporto via terra.

La bambina ha le vie aeree protette con tubo endotracheale non cuffiato.

La frequenza respiratoria è 45 atti/min e la saturazione è 88%. La cute è estremamente marezzata su tutto il tronco e gli arti inferiori.

Il monitor multiparametrico tenta più volte la misurazione della pressione arteriosa, che in ultimo risulta essere 60/35 con una frequenza cardiaca di 180 battiti/min. L’unico accesso vascolare, fortunatamente funzionante, è un catetere venoso centrale posizionato nella vena femorale sinistra. Nessuna infusione in corso.

Per quanto riguarda lo stato neurologico, pur non essendo curarizzata e sotto l’effetto di una minima dose di Fentanest©, risulta poco reattiva.

Prendiamo consegna dal medico e dall’infermiera che accompagnano la piccola in aeroporto e decidiamo, viste le ridotte dimensioni della paziente, di fare lo “scambio barella” all’interno dell’ambulanza stessa. Dopo aver disconnesso il ventilatore posizioniamo velocemente la bambina all’interno dell’ITU, colleghiamo il nostro ventilatore, il monitor e iniziamo l’infusione di fisiologica per mantenere pervio il CVC. Carichiamo la barella con sopra l’ITU a bordo dell’aereo, facciamo accomodare entrambi i genitori nei rispettivi sedili e siamo pronti per partire.

 

IMG_4774ORE 15:15 UTC. Riceviamo la clearance per il decollo e iniziamo il volo mantenendoci a bassa quota e alla pressione interna prossima a quella del mare (Sea Level).

Dopo un’iniziale peggioramento del quadro clinico, a nostro avviso causato dallo stress del trasporto in ambulanza e ai vari spostamenti, la paziente comincia lentamente ad adattarsi al ventilatore. Inoltre, dopo un’iniziale bolo di cristalloidi (10 ml di soluzione salina) la marezzatura sembra regredire, donando alla piccola un più tranquillizzante colorito roseo. I parametri misurati in crociera sono: FR 40 SPO2 100% FC 180 PA 85/50. Si mantiene, durante il volo un’infusione continua di 4 ml/Kg/ora.

A pochi minuti dall’arrivo, dopo un lieve calo della saturazione d’ossigeno e una rivalutazione dei campi polmonari, decidiamo di broncoaspirarla attraverso il tubo endotracheale. Unica manovra invasiva resasi necessaria durante il trasporto.

ORE 15:50 UTC. Dopo 35 minuti dal decollo, atterriamo all’aeroporto di Bari dove troviamo l’ambulanza ad attenderci. La situazione nel frattempo si è definitivamente stabilizzata. Con maggior serenità posizioniamo l’ITU sulla barella dell’ambulanza, e dopo aver tranquillizzato i genitori, lasciamo l’aeroporto alla volta del Policlinico di Bari.

ORE 16:20 UTC. La bambina giunge nelle mani dei colleghi della “Terapia intensiva neonatale”, i quali decidono per una nuova broncoaspirazione e procedono con le indagini diagnostiche di routine.

 

LA VENTILAZIONE DURANTE IL TRASPORTO

Durante tutte le fasi del trasporto si è adottata la seguente modalità di ventilazione: ASV (Adaptive Support Ventilation). Con questa modalità, il ventilatore, attraverso l’equazione di OTIS, calcola un pattern respiratorio ottimale che comporti il minimo lavoro respiratorio per il paziente

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IX Congresso Nazionale SMIPG di Pisa… C’eravamo anche noi!

Nei giorni 14, 15 e 16 novembre si è tenuto a Pisa il IX Congresso Nazionale organizzato dalla Società Medica Interdisciplinare Promed Galileo. Nelle varie sale dell’Hotel presso cui è stato organizzato l’evento hanno preso parte almeno cinquecento medici, specialisti, medici del lavoro, farmacisti e informatori farmaceutici del territorio toscano.

Il tema del congresso è stata la personalizzazione della cura del paziente: un argomento dalle radici antiche che però rappresenta il faro per affrontare le sfide etiche, scientifiche ed assistenziali della modernità.
Ampio il programma: si sono affrontati vari argomenti di carattere medico, suddivisi in più sale, con lo scopo di stimolare un ampio dibattito in seno alla comunità scientifica nazionale.
Il Congresso ha ottenuto gli alti patrocini di prestigiose Istituzioni Medico Scientifiche, Istituti di ricerca e cura.

Air Medical è stata presente al Congresso allestendo uno stand che ha attirato l’attenzione di molti addetti ai lavori. E’ stato riprodotto uno dei posti letto di rianimazione presente a bordo dei nostri aeroveivoli e sono stati esposti tutti gli elettromedicali che normalmente vengono utilizzati a bordo.
Tra gli elettromedicali esposti, la termoculla da rianimazione della Burke&Burke ha richiamato l’attenzione e suscitato un profondo interesse nei partecipanti al convegno che hanno voluto maggiori informazioni sul funzionamento e le possibilità di utilizzo.
Abbiamo pensato che in una società così improntata sugli input comunicativi e visivi, sicuramente il fattore sul quale puntare fosse senza ombra di dubbio l’originalità.

La nostra realtà di nicchia ha colpito positivamente i congressisti, i quali hanno potuto apprezzare i nostri servizi in un percorso di cure personalizzate.

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Eliambulanza: una maggiore possibilità di sopravvivenza

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Secondo un nuovo studio eseguito ad Aquisgrana, in Germania, i pazienti trasportati in ospedale con elicotteri sanitari (HEMS) hanno una possibilità di sopravvivenza maggiore rispetto a quelli trasportati con ambulanze di terra (GEMS), nonostante subiscano in molti casi danni maggiori e siano costretti a un’ospedalizzazione più lunga.
Questi i dati pubblicati questa settimana nell’articolo online della rivista Critical Care 2013, 17:R124.
Alla base dello studio sono stati presi in considerazione più di 13.000 pazienti, trasferiti in 300 strutture ospedaliere di tutta Europa. Di questi, un terzo era stato trasportato in elicottero.

Lo studio ha evidenziato come i pazienti giunti in elicottero avessero di solito problemi più gravi e sviluppassero complicazioni tali da necessitare di cure maggiori e di un ricovero ospedaliero più lungo rispetto ai pazienti trasportati con autoambulanza. Nonostante ciò, tali pazienti risultavano avere un maggiore tasso di sopravvivenza.

Dato che la diagnosi dei vari pazienti e la qualità delle strutture ospedaliere ospitanti era indicativamente la stessa in tutta Europa, gli autori dello studio hanno pensato che dovesse esserci un’altra ragione che giustificasse la differenza nel tasso di sopravvivenza.

Dallo studio pubblicato risulta che i pazienti HEMS riportano di solito lesioni maggiori; tuttavia le cure ricevute dal personale sanitario di volo durante il trasporto, i successivi trattamenti in ospedale e la velocità del trasferimento che solo l’elisoccorso e il soccorso aereo sono in grado di garantire hanno avuto una considerevole incidenza nella loro possibilità di sopravvivenza. Queste le dichiarazioni del Dr. Hagen Andruszkow dell’Ospedale Universitario di Aquisgrana.

Questo importante dato necessita di esser preso in considerazione quando si decide di iniziare o continuare con i servizi di ambulanza aerea.
Gli elicotteri sono stati utilizzati come ambulanze per molti decenni e da molto tempo è in corso un acceso dibattito sul costo del servizio a fronte di reali maggiori possibilità di sopravvivenza.
Queste scoperte riportate dallo studio in oggetto lasciano intendere che i servizi di elisoccorso ed aeroambulanza sono realmente efficaci e valga la pena usufruirne nonostante i costi elevati.

SOURCE: Survival benefit of helicopter emergency medical services compared to ground emergency medical services in traumatized patients in “Critical Care” 2013, 17:R124, June 21, 2013 http://ccforum.com/content/pdf/cc12796.pdf

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Le doti indispensabili di un’équipe medica e paramedica su volo sanitario

Esperienza. Professionalità. Spirito di squadra. Questi i tre concetti base per lo staff medico e infermieristico di Air Medical.

Queste tre caratteristiche, essenziali per portare a termine uno scopo comune, sono indispensabili in ogni squadra ma diventano addirittura imprescindibili in un team per le missioni sanitarie, in quanto ad essere messa in gioco è la vita del paziente. Senza queste tre qualità un team impegnato nelle missioni sanitarie non potrebbe esser definito tale.

Da chi è composta la nostra équipe medica e paramedica?

Prima di tutto da medici Anestesisti Rianimatori e Infermieri professionali specializzati in Area Critica. Oltre a questi, a seconda delle necessità del singolo paziente, a bordo sarà presente di volta in volta lo specialista nella patologia di riferimento.
E’ importante ricordare che tutto il personale medico e paramedico di Air Medical ha ricevuto una specifica formazione per operare su voli sanitari in condizioni di criticità ed è in possesso della relativa certificazione. E’ probabilmente questa una delle caratteristiche che distingue Air Medical e che ci differenzia dalle altre compagnie aeree. I nostri medici e infermieri non sono medici qualunque chiamati di volta in volta prima della pianificazione del volo, ma sono i nostri medici e infermieri di riferimento, quelli che collaborano solo ed esclusivamente con noi e che sono reperibili h24, sempre pronti a partire per ogni missione aerea al momento del bisogno.

Perché è importante che lo staff professionale di Air Medical sia in possesso di un documento che attesti l’idoneità a operare su voli sanitari?

La difficoltà degli operatori sanitari – e di conseguenza la loro bravura – consiste soprattutto nel dover agire nello spazio ristretto dell’aeromobile e non è una caratteristica che tutti possiedono. Per sopperire a tale difficoltà, l’équipe medica e paramedica di Air Medical è stata preventivamente sottoposta all’addestramento ad hoc di cui parlavamo prima.
Un’altra peculiarità del nostro staff è quella di restare in collegamento durante tutto il volo con i medici ospedalieri che hanno in carico il paziente, al fine di garantire allo stesso il massimo comfort e un perfetto servizio.
Inoltre, è importante sottolineare che Air Medical dispone di un Responsabile Sanitario, in capo al quale sussiste, proprio in ragione della sua posizione apicale, un dovere di sorveglianza sull’operato dei suoi collaboratori, che va ad aggiungersi al generale dovere di osservanza delle regole di diligenza proprie.
Il nostro Responsabile sanitario, il Dott. Alessandro Geddo, è Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione e terapia del dolore, medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale con varie esperienze all’estero alle spalle, nonché Provider italiano di corsi dell’American Heart Association e docente presso varie università italiane.

Sono proprio le caratteristiche sopraccitate che determinano la professionalità e l’esperienza del nostro staff. Dei tre concetti chiamati in giudizio a inizio articolo, la professionalità è forse la caratteristica più importante e certamente una delle parole più vezzeggiate negli ultimi anni da parte di quanti, a diverso titolo, si occupano di lavoro, economia, sanità, organizzazione aziendale ed altre discipline. Per molti la professionalità costituisce la chiave di volta del sistema, il fattore determinante per il successo dell’impresa. Professionalità è la capacità di svolgere la propria attività con competenza ed efficienza e ciò risulta estremamente difficile in situazioni delicate e al tempo stesso complicate quali quelle che si presentano al nostro staff medico in volo. Competenza e professionalità, insieme con l’esperienza, per quanto indispensabili, non possono però essere esaustive, soprattutto per la nostra équipe medica e infermieristica.
Oltre a queste doti, essa deve infatti possedere un forte spirito di squadra, una coordinazione e una fiducia reciproche, che si manifestano in quello spirito collaborativo che si rende necessario anche e soprattutto a causa dei vincoli di tempo, spazio e degli elettromedicali di bordo, fattori che distinguono maggiormente i voli sanitari da un qualsiasi ricovero ospedaliero. Lo spirito di squadra dei nostri medici e infermieri è anche merito delle tante ore di volo certificate trascorse insieme.
Il successo di ogni missione è determinato dalla capacità e volontà di medici e infermieri di lavorare insieme, aiutandosi l’un l’altro per un fine comune, che nel loro caso è la vita del paziente. E’ soltanto con il rispetto del ruolo degli altri e con la fiducia reciproca che il successo della missione stessa può essere garantito. E’ proprio questa caratteristica di “coaching” che permette di parlare di attività medica d’équipe e che garantisce al paziente la fiducia necessaria ad affidare ai nostri medici la propria vita.

Salvare una vita dipende sia dalla tempestività dell’intervento sia dalle doti organizzative e umane della nostra équipe di professionisti, che ad ogni nuova missione deve affrontare nuove sfide fornendo tutta l’assistenza e gli interventi di sussidio necessari ad accompagnare il paziente durante il trasferimento. Il paziente deve potersi fidare di chi lo prende in carico.

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MCS SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA.

FotoArticoloVen, 04/12/2013 – 11:38 – Stefan

Il 5 marzo 2013, in collaborazione con Air Medical Italia, Flight Ambulance International (FAI) ha trasportato una paziente con la Sensibilità chimica multipla (MCS) da Napoli, Italia, a Dallas negli Stati Uniti. Questa missione speciale ha richiesto una pianificazione del volo senza precedenti e una indispensabile cooperazione tra tutte le parti coinvolte.

Capire la MCS (Sensibilità Chimica Multipla)

Intraprendere il trasporto di un paziente affetto da MSC non è una decisione facile. La pianificazione e la preparazione necessarie sia all’aereo che all’equipaggio sono molto diverse da quelle richieste da ogni altro tipo di rimpatrio, e il successo non è facile da garantire. La MSC è una malattia cronica caratterizzata da sintomi che il paziente attribuisce all’esposizione a sostanze chimiche a bassi livelli. Le altre persone spesso non sanno ciò che scatena tali sintomi e danno la colpa a sostanze comunemente incriminate come il fumo, i pesticidi, i tessuti sintetici, i profumi, le materie plastiche, i vapori delle vernici e i prodotti petroliferi. I sintomi sono spesso vaghi e possono includere nausea, stanchezza, vertigini e mal di testa, anche se altri sintomi di solito sono un’infiammazione della pelle, delle articolazioni, delle vie aeree e dell’apparato gastrointestinale.

Non ci sono origini fisiopatologiche riconoscibili della malattia, che non segue né i consolidati principi di tossicologia con i suoi schemi riproducibili di causa e effetto, né può essere considerata un’allergia nel senso classico dl termine. Così, il buon senso sembra suggerirci che questa malattia debba essere psicologica – o almeno sovrapponga una forte componente psicologica a una sorta di ipersensibilità ambientale. Anche se, ad oggi, gli studi scientifici non hanno identificato meccanismi patogenetici per la malattia né criteri diagnostici oggettivi, è innegabile che le persone colpite soffrano notevolmente – alcuni pazienti si sentono gravemente afflitti e invalidi da un punto di vista funzionale a causa della loro malattia, e in alcuni casi sono costretti a vivere in totale isolamento in ‘camere bianche’ rivestite di piastrelle e dotate di speciali sistemi di filtrazione dell’aria.

Pianificazione preventiva

Il trasporto di un paziente affetto da MCS, è inutile dirlo, necessita di una grande pianificazione. Ogni aspetto del trasporto richiede considerazioni speciali – dalla comunicazione con il paziente al suo trasferimento dalla casa al velivolo, e dalla preparazione del velivolo alla logistica di rifornimento quando il paziente non deve avere neanche il minimo contatto con le esalazioni!

Tanto per cominciare, probabilmente il problema più importante per una compagnia di voli sanitari è avere una completa conoscenza delle implicazioni psico-sociali della patologia e dei loro effetti sul paziente. Per questo motivo, prima di iniziare un qualsiasi programma di trasporto tecnico-logistico, è assolutamente necessario seguire alcuni passi fondamentali: Acquisire una conoscenza precisa della malattia e di eventuali terapie farmacologiche attuali utilizzate dal paziente attraverso un approfondito studio della cartella clinica; entrare in contatto diretto sia con il medico che di solito si prende cura del paziente sia con i familiari del paziente stesso, dapprima chiamandoli e poi incontrandoli personalmente, per capire il loro rapporto con il paziente e il loro potenziale sostegno o impedimento nel trasferimento in aeroambulanza del paziente; telefonare al paziente ed eseguire una prima valutazione della sua “struttura” psicologica. E’ stato proprio a questo punto di questa particolare missione che si è stabilito che la paziente avrebbe potuto essere trasferita negli Stati Uniti per il trattamento. Era chiaro a Air Medical Italia che la missione non si sarebbe potuta dire conclusa fino a quando la paziente non fosse stata effettivamente a bordo del velivolo; tuttavia dopo un dettagliato colloquio con la paziente la società è stata fiduciosa riguardo a una buona riuscita della missione.

Andare a casa del paziente e parlargli. Il personale sanitario e logistico di Air Medical Italia è andato a casa della paziente per parlarle nel luogo in cui si sentiva più a suo agio. Il personale ha dovuto seguire un regime di auto-preparazione suggerito dai genitori della paziente a partire da due giorni precedenti. A questo punto è importante spiegare in dettaglio al paziente le speciali misure che saranno adottate dalle società specializzate nel trasporto aereo sanitario in modo da poter assicurare al paziente un trasferimento tollerabile. Il medico incaricato del trasporto deve essere in grado di capire il grado evolutivo della MCS del paziente, il livello di coinvolgimento psico-somatico e il suo legame con le risposte cliniche oggettive e verificabili; permettere ai familiari di esaminare personalmente il velivolo e vedere le speciali dotazioni di bordo.

Se non si seguono tali procedure o se si eseguono in modo superficiale il rischio è che tutti i successivi sforzi per organizzare il trasferimento in aeromobile sarebbero inutili. Deve essere fatto ogni massimo sforzo per far sì che quando il paziente vede il velivolo non lo rifiuti come inadeguato. Se ciò accadesse, non significherebbe soltanto una sostanziale perdita di denaro per l’assistito, ma anche un possibile impatto negativo sulle sue prospettive di guarigione.

Nel caso qui esposto, tutti gli aspetti della logistica – dalla comunicazione con i genitori della paziente all’organizzazione del necessario trasporto via terra – sono stati eseguiti da Air Medical Italia. La società ha anche fornito l’equipaggio medico per il volo e si è assunta la piena responsabilità finanziaria per la preparazione adeguata del velivolo e il buon esito della missione stessa. Air Medical ha collaborato con FAI, in quanto per la missione transatlantica si rendeva necessario un jet a lungo raggio, che FAI ha fornito sotto forma di Challenger CL 604 di sua proprietà. Il velivolo è stato pilotato da piloti FAI, e prima del volo la società ha anche fornito supporto operativo e confronto medico attraverso l’infermiere di volo esperto Markus Schlatte.

Il volo

Lo staff medico di Air Medical, con il supporto di aziende specializzate, il giorno precedente al trasferimento ha provveduto alla sanificazione e modifica degli interni dell’aeromobile in modo da soddisfare le esigenze del paziente. La modifica doveva avvenire rispettando nel contempo l’assoluta conformità a tutte le principali norme di sicurezza aeree.

Tutte le parti amovibili del velivolo sono state rimosse, tra cui ma non solo: i cuscini dei sedili, le fodere, le coperte, i tappeti, gli asciugamani e i dosatori di sapone nella toilette. E’ stata prestata una particolare attenzione all’eliminazione di tutte le potenziali fonti di ‘odori chimici’, e tutti i cassetti e vani portaoggetti sono stati controllati accuratamente. Tutte le altre superfici che non potevano essere rimosse sono state trattate con una speciale sostanza inodore, naturale e tollerabile dal paziente.

Il pavimento dell’aereo, compresa la toilette, tutti i sedili e la barella stessa sono stati inoltre rivestiti con foglio di alluminio e speciale materiale plastico inodore tollerabile dalla paziente affetta da MCS. Infine, ma non meno importante, intorno alla barella è stata posta una speciale cabina in policarbonato appositamente trattata e predisposta con un sistema di ventilazione a pressione positiva ed estrazione CO2. Tre giorni prima della missione l’equipaggio è stato informato di astenersi dall’indossare uniformi lavate a secco e di evitare qualsiasi profumo; perfino il lucido da scarpe non poteva assolutamente essere utilizzato.

Alla fine, completati tutti i preparativi, i genitori della paziente hanno controllato a fondo il velivolo. Una volta avuta la loro approvazione, la paziente è stata prelevata dalla casa dove viveva in una camera bianca isolata, e condotta in aeroporto. Sono stati i genitori ad accompagnarla in aeroporto con la loro auto opportunamente preparata a rispondere a tutti i suoi bisogni. Air Medical Italia ha curato inoltre tutti i rapporti con il personale aeroportuale e con le Autorità di Polizia e Doganali informandole circa le condizioni critiche del paziente che stava per effettuare il volo.

Un’altra difficoltà superata è stata quella secondo cui la paziente desiderava avere il portellone dell’aereo chiuso durante il rifornimento. Secondo le normative che regolano i velivoli, il rifornimento deve essere effettuato con il portellone aperto dell’aeromobile, ma ciò avrebbe messo in ansia la paziente per le possibili esalazioni di carburante aeronautico. Alla fine la paziente ha acconsentito a tenere il portellone aperto, fintantoché restava nella sua cabina di policarbonato e indossava la speciale maschera facciale in ceramica.

Il volo si è svolto senza ulteriori incidenti e la paziente è atterrata a Dallas su un terreno che era stato appositamente preparato secondo le istruzioni fornite da Air Medical.

Dott. Alessandro Geddo Medico Chirurgo Specialista in Anestesia, Rianimazione ed Algologia -Responsabile Sanitario Air Medical srl -Medico di volo per missioni sanitarie a carattere nazionale ed internazionale. -Responsabile Scientifico SimulAid srl (Provider italiano corsi American Heart Association) -Esperto in Medicina dei Disastri (DIPLOMA-MASTER UNIVERSITARIO di II livello in EMDM EUROPEAN MASTER IN DISASTER MEDICINE), Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”- Free University of Bruxelles, anno accademico 2001-2002.

Sarah Watson (editor), “Handle with care”, ITIJ REVIEW | AIR AMBULANCE | APRIL 2013, pagg. 4-5 [In rete] http://www.itij.co/

 

 

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